“The Rural Beer Tasting Festival”, presentato il progetto della filiera brassicola

Data:
16 Giugno 2026

 

Palmas Arborea – Il Distretto Rurale del Giudicato di Arborea ha presentato il progetto “The Rural Beer Tasting Festival” davanti ad un grosso pubblico che ha raggiunto la sede dell’ente da tutta la Sardegna. 

Il progetto iniziato nel 2024, che vede la luce oggi, nasce dalle problematiche legate alla scarsità della produzione di orzo e luppolo in Sardegna, all’assenza di una filiera strutturata e alla discontinuità delle produzioni locali. Il settore però ha un grande potenziale: tra i punti di forza nel settore compaiono l’interesse verso le materie prime locali, una forte identità territoriale, competenze tecniche consolidate, disponibilità alla collaborazione. Il progetto si rende possibile attraverso la collaborazione e l’interlocuzione di tutti i rappresentanti a tutti i livelli sia aziendali che istituzionali. 

La serata si è conclusa con una degustazione dei prodotti del territorio, organizzata dalla Pro Loco di Zerfaliu. 

A presentare il “The Rural Beer Tasting Festival”  sono stati il Presidente del Distretto Rurale del Giudicato di Arborea Pietro Paolo Erbì e la coordinatrice del Distretto Eleonora Marongiu. All’evento hanno portato il loro contributo il ricercatore di Porto Conte Ricerche Luca Pretti, Adriana Virdis e Antonella Sirigu dell’Agenzia Agris, Tommaso Betza dell’Agenzia Laore. In collegamento è intervenuto anche Mauro Loddo del birrificio Marduk.  

Il progetto. 

L’obiettivo principale è del “The Rural Beer Tasting Festival”  è quello di favorire la chiusura della filiera cerealicolo-brassicola attraverso un approccio innovativo che, partendo dal prodotto finito dei birrifici presenti sul territorio del Distretto, conduce attraverso un processo inverso all’agricoltore. 

Il Distretto Rurale è fortemente consapevole delle opportunità emerse dal presente panorama, ha riunito in assemblea i birrifici del territorio e avviato un’indagine conoscitiva rivolta ai tre birrifici locali presenti nell’area distrettuale. Dall’analisi condotta è così emersa la necessità di rafforzare i legami tra i birrifici artigianali e il comparto agricolo locale. Tutte le aziende hanno mostrato interesse verso l’impiego di materie prime locali e la collaborazione con gli agricoltori. Per superare i limiti dettati dalla discontinuità nelle forniture, standard qualitativi e coordinamento della filiera si renderà necessario attivare strumenti di raccordo strutturati, tavoli di confronto, reti di collaborazione, percorsi formativi e di ricerca applicata, in modo che birrifici e produttori possano sviluppare sinergie operative e consolidare competenze condivise.

Il progetto è concepito come percorso educativo e formativo itinerante tra le aziende. Saranno organizzati laboratori del gusto a scopo didattico, workshop tematici e momenti di scambio e formazione rivolti soprattutto ai giovani. Attraverso questi strumenti, i partecipanti diventeranno attori attivi della filiera, acquisendo competenze tecniche, culturali e relazionali. Il percorso culminerà con un evento conclusivo di carattere istituzionale e divulgativo, che avrà il compito di restituire i risultati raggiunti e di sensibilizzare la comunità sull’importante argomento. 

“Per la prima volta mettiamo attorno allo stesso tavolo agricoltori e mastri birrai- spiega il Presidente del Distretto Rurale del Giudicato di Arborea Pietro Paolo Erbì- creando un momento di confronto concreto che nasce da oltre un anno di incontri, approfondimenti e lavoro condiviso. Questo appuntamento può essere considerato il punto di partenza per la costruzione definitiva della filiera brassicola corta in Sardegna. La nostra regione è tra quelle con i più alti consumi di birra in Italia e proprio per questo riteniamo strategico riuscire a chiudere l’intera filiera sul territorio, valorizzando le produzioni locali e generando nuove opportunità economiche. Sappiamo che si tratta di una sfida complessa, ma abbiamo lavorato per coinvolgere tutti i Distretti Rurali della Sardegna e numerosi birrifici artigianali già consolidati, ottenendo una partecipazione significativa e qualificata.

Il confronto tra il mondo agricolo e quello della produzione brassicola ha dimostrato quanto sia importante fare rete e collaborare per sperimentare nuove produzioni, migliorare la qualità dei prodotti e creare condizioni favorevoli anche sotto il profilo economico. Abbiamo messo in campo tutti gli elementi necessari affinché la filiera corta della birra possa diventare una realtà concreta e duratura per la Sardegna.

“Il Distretto Rurale del Giudicato di Arborea presenta un progetto di particolare rilevanza e caratterizzato da un forte elemento di innovazione. L’obiettivo- spiega la coordinatrice del Distretto Rurale del Giudicato di Arborea Eleonora Marongiu – è quello di favorire la chiusura della filiera attraverso un approccio inverso rispetto a quello tradizionale: partire dal prodotto finito, la birra artigianale, per risalire progressivamente a tutti gli anelli della catena produttiva fino ad arrivare all’agricoltore.

L’appuntamento rappresenta un importante momento di confronto e approfondimento grazie alla presenza di un panel di relatori altamente qualificati, tra cui Luca Pretti di Porto Conte Ricerche, i rappresentanti di Agris Sardegna e di Laore Sardegna, che offriranno il proprio contributo tecnico e scientifico sullo sviluppo del comparto.

Il Distretto guarda con soddisfazione al percorso intrapreso e ai risultati raggiunti finora, confermando il proprio impegno nel promuovere reti di cooperazione e collaborazione tra imprese, istituzioni e centri di ricerca. Un lavoro condiviso che punta a rafforzare la competitività del settore brassicolo e a generare nuove opportunità di crescita economica per l’intero territorio.”

Mauro Fanari, mastro birraio dell’azienda Birra Puddu di Santa Giusta. “ E’un punto di inizio per questo bellissimo progetto. È importante perché noi birrai, a differenza un po’ di quello che succede nel mondo del vino, non abbiamo un attaccamento al territorio, non abbiamo un terroir nostro, proprio perché storicamente la birra viene prodotta con dei malti, con dei luppoli che vengono coltivati altrove. E questo avviene in tutto il mondo. Considerato il grande legame che abbiamo col territorio, sarebbe molto bello e molto interessante riuscire a riportare lo stesso sentimento anche nel mondo brassicolo. Ogni birraio ha la sua maestria, è un po’ anche il suo modo di fare la birra, però sarebbe bello avere un punto in comune che è quello proprio che ci dà la terra.”

Federico Puddu, imprenditore agricolo impegnato nella produzione di luppolo a Cirras, frazione di Santa Giusta. “È un’occasione fondamentale in cui sono presenti sia le aziende della produzione birraria sia le imprese agricole, insieme agli enti regionali. Momenti come questo sono essenziali se si vuole davvero costruire una filiera del luppolo sarda, perché è necessario mettere in connessione monte e valle, definendo parametri qualitativi e tecnologici adeguati sia alle esigenze dei birrifici sia a quelle dei consumatori finali.”

Tommaso Betza, specialista delle politiche agricole comunitarie dell’Agenzia Laore Sardegna, ha illustrato le opportunità economiche e finanziarie a disposizione del comparto brassicolo nell’ambito della programmazione agricola attuale.

“Ci sono opportunità legate alla programmazione appunto della politica agricola comune per il periodo 2023-2027. Le opportunità – spiega Betza- sono da ricercare all’interno di una serie di strumenti della politica agricola, sia nell’ambito del primo pilastro dei pagamenti diretti, sia nell’ambito della programmazione degli interventi di sviluppo rurale attuati attraverso il complemento di sviluppo rurale della Regione Sardegna per il periodo 2023-2027. Ma ci sono anche interventi a carattere nazionale attraverso fondi ministeriali a cui si aggiungono altri fondi nazionali, oltre ad altre risorse a valere sui fondi della Regione Sardegna. Si tratta quindi di un insieme di opportunità che vanno ricercate e messe insieme per far fronte alle esigenze del sviluppo del comparto che in questo periodo offre occasioni molto interessanti in relazione ai consumi, soprattutto legati alla localizzazione, alle caratteristiche merceologiche di qualità, di sostenibilità, alle opportunità legate alle categorie premium della produzione della birra di tutta la filiera.”

Marco Dettori, direttore del Servizio per la Ricerca sui Sistemi Colturali Erbacei di Agris Sardegna, ha illustrato il contributo dell’Agenzia al percorso di sviluppo della filiera brassicola regionale, evidenziando il ruolo della ricerca applicata nella selezione delle materie prime.

“Agris Sardegna opera da molti anni nel campo della sperimentazione agraria, in particolare presso l’azienda sperimentale San Michele di Ussana, dove vengono portate avanti attività di ricerca pluridecennali sulle colture erbacee”, ha spiegato Dettori. “Per quanto riguarda l’orzo destinato alla produzione brassicola, una parte significativa del nostro lavoro è dedicata alla selezione e alla valutazione delle varietà più adatte agli ambienti pedoclimatici della Sardegna”.

L’attività di ricerca mira a individuare le cultivar in grado di garantire le migliori performance sia dal punto di vista agronomico sia da quello qualitativo e tecnologico. “La Sardegna presenta contesti produttivi molto diversificati e per questo è fondamentale identificare le varietà che meglio rispondono alle esigenze degli agricoltori e dei trasformatori. L’obiettivo è fornire strumenti e conoscenze utili per sostenere la produzione di malto e, di conseguenza, migliorare la qualità del prodotto finale, la birra, contribuendo così alla crescita e al consolidamento dell’intera filiera regionale.”

Luca Pretti, rappresentante di Porto Conte Ricerche, ha illustrato il contributo dell’ente al percorso di sviluppo della filiera brassicola regionale, mettendo a disposizione l’esperienza maturata in oltre quindici anni di attività nel settore.

“Porto Conte Ricerche ha iniziato a lavorare sulle materie prime e sulla filiera brassicola nel 2009, sviluppando competenze che spaziano dall’analisi delle materie prime agli studi sulla shelf life delle produzioni, fino ai temi della sostenibilità e della circolarità dei processi produttivi”, ha spiegato Pretti.

Nel corso del workshop dedicato alla valorizzazione della filiera brassicola, Porto Conte Ricerche ha condiviso il patrimonio di conoscenze e risultati acquisiti nel tempo, offrendo un contributo tecnico-scientifico a supporto del percorso intrapreso dal Distretto Rurale del Giudicato di Arborea. “Mettiamo a disposizione l’esperienza maturata in questi 15-16 anni di lavoro con l’auspicio che possa essere utile per accompagnare la crescita del comparto e favorire la costruzione di una filiera sempre più strutturata, competitiva e sostenibile”

Ultimo aggiornamento

16 Giugno 2026, 12:53